Il nostro viaggio a Parigu in nome di Sebastien e Quentin.

Lo scorso fine settimana una nutrita delegazione del Blocco Studentesco, composta anche da alcuni militanti campani, si è recata a Parigi per partecipare al corteo annuale organizzato dal “Comité du 9 Mai” in onore di Sebastien Deyzieu, giovane militante de “L’Œuvre Française” deceduto il 9 maggio 1994 durante una manifestazione di protesta all’imperialismo statunitense, defenestrato da dei poliziotti in borghese da un palazzo al civico 4 di rue des Chartreux.

Quest’anno, oltre al nome di Sébastien, le insegne della marcia portavano anche il nome di Quentin Deranque, pestato a morte dagli antifascisti lo scorso 14 febbraio.
È anche e soprattutto per la vicenda dell’assassino di Quentin se il clima di quest’anno si preannunciava molto più teso del solito, con le varie sigle antifasciste francesi, supportate anche dai compagni italiani e del resto d’Europa pronte – a detta loro- a fare di tutto per impedire lo svolgimento della marcia.

D’altro canto, anche lo stato francese non ha mancato di mettere in campo tutto il potenziale repressivo a sua disposizione. Come negli ultimi anni infatti, la prefettura di polizia di Parigi ha prontamente deciso di vietare la manifestazione, ma questa volta, a differenza degli scorsi anni, il ricorso presentato dagli organizzatori del C9M al tribunale amministrativo è stato respinto ed il divieto confermato per la prima volta dal 2008, creando un precedente importante nel quadro giuridico francese che mette a rischio lo svolgimento regolare della commemorazione negli anni a venire. Tutto ciò per la gioia degli antifascisti i quali, nonostante il divieto esteso anche alla loro contromanifestazione, vedevano apparentemente realizzato il loro obiettivo: quello di impedirci di onorare i nostri morti.
Questa decisione non ha fatto altro che acuire la tensione nella capitale, con scontri tra antifa e polizia in centro città e i BRAV-M francesi pronti a fermare, perquisire e trattenere in custodia chiunque fosse sospetto di essere lì oer la marcia, come accaduto a diverse decine di militanti europei.

Le minacce dell’antifascismo militante e la repressione dello stato francese non hanno però minimamente intaccato la determinazione degli organizzatori del Comité du 9 Mai e delle migliaia di nazionalisti europei giunti a Parigi i quali la sera stessa si sono riuniti in un luogo privato per rendere omaggio a Sébastien, Quentin e tutti i camerati caduti, a dimostrazione che mai niente e nessuno potrà impedirci di onorare il sacrificio dei nostri caduti.

Rientriamo in Italia con il nostro bagaglio di esperienza militante notevolmente arricchito e ringraziamo i camerati francesi per l’invito e l’ospitalità.
EUROPE JEUNESSE RÈVOLUTION!

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