A Modena il terrore ha avuto un nome: Salim El Koudri.

Nato in Italia, di origine marocchina, ha travolto i passanti nel cuore della città e poi ha tentato la fuga armato di coltello. Una scena brutale, che manda in frantumi l’ennesima favola sull’integrazione automatica, quella per cui basterebbero un banco di scuola, un certificato o un timbro per creare appartenenza.

Ecco perché lo ius scholae è una menzogna politica prima ancora che giuridica: confonde la cittadinanza con una pratica amministrativa, riduce la nazione a un ufficio anagrafe, finge che l’identità sia un pezzo di carta. Ma una comunità non nasce per decreto. Si riconosce, si serve, si difende.

Oggi a Modena, nel momento decisivo, non sono arrivati gli slogan, le commissioni, le prediche sulla società aperta: sono rimasti i cittadini, costretti a reagire davanti al caos.

La lezione è semplice e feroce: sii pronto a difenderti, perché nessuno lo farà per te.

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