A Ceuta migliaia di spagnoli sono scesi in piazza contro la gestione della crisi migratoria e contro la trasformazione dell’enclave in una zona di emergenza permanente. La protesta, nata dopo settimane di tensioni, accampamenti improvvisati e pressione crescente sul territorio, ha attraversato la città al grido di «Ceuta no se vende, Ceuta se defiende».
Nella notte la situazione è degenerata in repressione alla Playa del Trampolín, dove alcuni manifestanti hanno tentato di rimuovere gli accampamenti presenti sulla spiaggia. La polizia, schierata in assetto antisommossa, è intervenuta fino a esplodere proiettili di gomma per disperdere la folla.
Ceuta mostra a tutta Europa cosa accade quando una frontiera viene lasciata sotto pressione, mentre la sinistra chiede ai cittadini di rassegnarsi e adattarsi alle conseguenze. Una terra non è uno spazio vuoto da amministrare: appartiene a un popolo, alla sua storia e al suo futuro.
Forza Ceuta!
bloccostudentesco.org


Lascia un commento