Ma sostituirla con ricette ancora più vecchie, fondate sulla subordinazione al lavoro capitalistico, significa solo tornare indietro.
In sostanza, la proposta di Vannacci sulla scuola è prolungare l’alternanza scuola-lavoro anche al periodo estivo, immaginando gli studenti come ingranaggi perpetui nella catena dello “studia-lavora-consuma-muori”.
Secondo noi la risposta a una scuola molle e precarizzante non può essere trasformare gli studenti in manodopera estiva, né ridurre ogni spazio della giovinezza a preparazione anticipata al mercato.
L’estate potrebbe diventare un tempo formativo diverso: sport, orientamento, comunità, visite sul territorio, percorsi all’aperto, contatto con realtà produttive sane, ritorno alla natura e ai luoghi storici e identitari delle nostre città.
Il problema non è avere giovani troppo liberi, ma troppo precariato, troppa emigrazione qualificata, troppa concorrenza al ribasso e un sistema che riduce ogni fase della vita alla sua utilità economica.
Noi rifiutiamo questa visione utilitaristica della gioventù. Contro una scuola piegata al mercato, rilanciamo la socializzazione scolastica come proposta d’avanguardia.
⚡️Riprendiamoci il nostro tempo, riprendiamoci il nostro futuro.
bloccostudentesco.org


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