16 aprile 1973. A Primavalle un commando di Potere Operaio incendia la casa di Mario Mattei, netturbino e dirigente missino. Dentro ci sono i suoi figli: Virgilio e Stefano.
Non fu un incidente. Non fu una casualità. Non fu una faida interna – come certa stampa cercò di far credere. Fu la scelta politica di colpire un “nemico”. A farlo, ragazzi di buona famiglia, con “sana” cultura marxista e solide protezioni.
In Italia si gridava – e si grida ancora – che “le sedi dei fascisti si chiudono col fuoco”, mentre una classe politica e culturale costruiva alibi, copriva i colpevoli, riscriveva la realtà.
Primavalle è il connubio micidiale tra ideologia e salotti. I responsabili sono scappati, protetti fino alla prescrizione.
Mai dimenticare. Mai perdonare.
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