NESSUNO VERRA’ A SALVARTI

Dall’invasione di Ceuta alle “rivolte studentesche” in Francia, passando per i recentissimi fatti di Vicenza e i risvolti della strage di Modena, sosteniamo a gran voce, ancora una volta, la necessità di adottare una visione radicale, che si tramuti in azione reale, concreta, quotidiana.

Mentre i media e l’opinione pubblica europea riversano i fatti di Ceuta nel dimenticatoio, proprio quando si registrano in aumento gli stupri ai danni di bambine e ragazzine, le cui urla strazianti sono immortalate da video girati dai residenti spagnoli e circolati online, si inizia a parlare di alcune “rivolte studentesche” scoppiate in Francia.

Peccato che di “studentesco” queste rivolte abbiano ben poco: per quanto si continui a parlare di problemi legati alla scuola, alle istituzioni e ai fondi pubblici, appare evidente come tali scene restituiscano soltanto la volontà di produrre e propagare un caos dispersivo, che trova nella violenza bruta la sua arma più letale.

Le immagini parlano chiaro e sembrano proprio seguire un copione già visto: immigrati di seconda, terza generazione, bardati ed armati, che scorrazzano per le vie della città, scagliandosi in gruppo contro il povero malcapitato di turno.
Dal preside e i suoi collaboratori cosparsi di benzina a Marsiglia, alla signora brutalmente colpita sul viso dalle fiamme di una bomboletta spray innescate da un immigrato bardato di tutto punto mentre attendeva il pulmann, ai professori e ragazzi, esclusivamente bianchi, accerchiati e pestati brutalmente, colpiti a terra con calci e pugni da gruppi di soggetti che poco dopo si immortalano in fotografie e video mostrando bandiere marrocchine, tunisine ed algerine.

Grande assente: il tricolore francese. Anzi: viene rimosso dinanzi i licei e deturpato con fierezza da quelli che dovrebbero essere “gli studenti”, di cui si parla.
Ma naturalmente non v’è traccia di tutto questo: i media tacciono o raccontano altro.

Le stesse scene, ma ancor più violente, insomma che si ripetono ogniqualvolta la Nazionale francese, il Psg o il Marocco (la differenza è impercettibile), si trovano a vincere o a perdere una competizione, ma anche un match dei più banali: lo stesso caos, rapido e frammentato, che si propaga e si consuma in poco tempo per le strade francesi, ma che ogni volta rileva la debolezza nevralgica di un’Europa impreparata, persa in cortocircuiti autoindotti, incapace di adottare misure radicali.

Ma questa volta come non mai ha avuto un ruolo determinante un altro soggetto, da sempre nemico dei popoli autoctoni europei.
Da Tolosa a Parigi, passando per Marsiglia, dove è stato dato alle fiamme il Liceo intitolato a Nelson Mandela, infatti è evidente la presenza di un soggetto orchestratore: dietro la facciata v’è una regia ben precisa, che rischia di propagarsi, in questa forma, in maniera speculare in tutta Europa.

La sinistra francese, quella di LFI, gli stessi che hanno legittimato e coperto con infamia l’omicidio del giovane Quentin Deranque il febbraio scorso, soffia sul fuoco delle rivolte, le aizza, esprimendo solidarietà agli studenti e rivendicando lo schieramento sullo stesso fronte, talvolta presentandosi nella figura dei suoi deputati di spicco, di fronte ai licei, e nelle piazze più calde della “rivolta”.
Le elezioni del 2027 si avvicinano e sulla pelle dei popoli europei, come da tempo a questa parte, si è consolidato ancora una volta il rapporto con il nuovo elettorato.

Negli stessi giorni da Modena arriva in Italia una notizia, comunicata frettolosamente nei trafiletti di un giornale: Salim El Koudri, “il ragazzo con fragilità psicologiche” descritto da Repubblica, ovvero colui che si lanciò in pieno giorno ed in pieno centro a Modena con la sua auto sulla folla e che non pago tentò di accoltellare, scendendo dall’auto ormai distrutta, coloro che erano sopravvissuti alla sua strage, risulta essere perfettamente capace di intendere e di volere.
V’è di più: si scopre che nei mesi precedenti alla strage aveva cercato precedenti attentati in Europa e fatto ricerche sulle modalità con le quali generare quanti più morti possibili.

Il quadro è chiaro, non si scappa: un terrorista islamico, pieno d’odio e ferocia nei confronti di una terra, di un popolo, di una Nazione, che voleva annientare.
Nessuna follia, nessuna “fragilità psicologica”, nessuna volontà di integrarsi e.. nessuno sciacallaggio sui morti, checché ne dica il rosso Mezzetti, tanto impegnato i giorni successivi alla strage ad evitare il “propagarsi dell’odio” di chi, una volta per tutte, chiedeva una soluzione radicale.

A Vicenza, venerdì scorso, ci pensa Hamza Messaf, un altro italianissimo, a catturare l’attenzione dei riflettori: con una chiamata generale diffusa sui suoi profili social, riesce a radunare in piena Vicenza centinaia e centinaia di maranza che sulla scia di quanto accaduto in Francia sono intenti a “cambiare questo fuck*ng paese”. Il loro contributo non si fa attendere: caos, razzie e tentativi di aggressione.

Anche a Modena, per tornare brevemente alla città romagnola, nei giorni d’apertura della scuole, si erano verificate razzie da parte dei soliti noti: gruppi di maranza, fra l’altro riprendendosi, consapevoli della loro garantita impunità, avevano saccheggiato diversi supermercati.

L’unica conclusione a cui possiamo arrivare dopo l’analisi degli ultimi avvenimenti in Europa, come dicevamo all’inizio, prevede una visione radicale.
Una visione che vada dritta al punto: o si riconquista metro per metro ciò che viene assoggettato dai nemici dei popoli europei o si muore.
Letteralmente, senza mezze misure. Non ci sono altri piani, altre possibilità. Siamo odiati.

Mentre cercherai salvezza da coloro che pensavi potessero proteggerti ecco che il cappio al collo ti verrà stretto ancor più forte.

Nessuno verrà a salvarti.

Nessuno lo farà per te. Nessuno lo farà per i tuoi cari quando i prossimi ad essere vittime delle barbarie saranno loro. Nessuno proverà a cambiare le cose per te quando tutto questo accadrà nella tua città, nella citta dei tuoi amici, della tua ragazza. Nessuno.

Gli avvenimenti storici del nostro presente impongono più che mai il risveglio delle coscienze dei popoli europei proprio mentre il Sistema anestetizza i corpi e le menti e offre continue distrazioni, valvole di sfogo artificiali, sempre più lontane dalla realtà concreta dei fatti, distorta dai media internazionali.

Quando dovrai scegliere da che parte stare, cosa fare e come farlo, sarà troppo tardi.

Lascia un commento