Il 28 febbraio ricordiamo Armando Diaz, nato a Napoli, città che diventerà cuore ardente del fascismo meridionale, terra di orgoglio, carattere e senso profondo dell’onore.
Diaz era e sarà figlio della nostra città: una Napoli che non è solo pizza, mandolino e Pulcinella , ma disciplina, tradizione e fedeltà alla patria. Dal carattere partenopeo seppe trarre quella fermezza e quella capacità di adattarsi alle avversità, capacità tipica del nostro popolo, che si rivelerà decisiva nel momento più drammatico della guerra.
Dopo la sconfitta di Caporetto, l’Italia in difficoltà aveva bisogno di un uomo capace di ricostruire non soltanto un esercito, ma uno spirito. Diaz comprese che la vittoria nasce prima nella mente e poi sul campo. Rafforzò la disciplina, ristabilì la fiducia tra comando e truppa e rimise al centro il senso del dovere.
Vittorio Veneto, non fu soltanto un successo militare: fu la dimostrazione che una Nazione unita, gerarchica, consapevole della propria identità può rialzarsi anche dopo la più grave delle sconfitte.
Per noi napoletani, la figura di Diaz ha un valore ancora più profondo. Dimostra che il Sud non è e non sarà mai terra di antinazionalisti, ma di uomini forti . Un figlio di Napoli guidò l’Italia alla riscossa.


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